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SCENA, SINGOLARE FEMMINILE 

di Beatrice Catinella e Gianluca Meis

Più voci di solo donne per sorridere e riflettere di temi attuali come la conquista della parità di genere, il mondo femminile e una quotidianità di cui spesso si dimentica la fatica e l’importanza: un punto di vista insolito per discutere, sorridendo o meno, di alcune tematiche spesso messe in disparte ma che trovano nel racconto al femminile il giusto spazio e importanza: madri, mogli, figlie, amanti, giovani e anziane, in lotta con gli stereotipi o comicamente adeguate alle imposizioni che da questi stessi stereotipi scaturiscono. Dramma e ironia si confondono e alternano per costruire ritratti di donne in cui forza e fragilità non temono di coesistere. In scena Greta Berlese, Beatrice Catinella, Elisabetta De Gasperi, Anna-Rita Di Muro e Paola Zapolla.

Mamme in chat

Di Beatrice Catinella

Con Anna – Rita di Muro

Regia di Beatrice Catinella

Scienze come la Sociologia e la Psicologia cercano affannosamente di studiare i mutamenti che i nuovi metodi di comunicazione hanno sulle nostre esistenze. Cambiano i ruoli e le modalità di declinarli. Si parla molto di come i ragazzi oggi si perdano in mondi altri le cui regole difficilmente vengono comprese da un contesto adulto, ma come cambia, se cambia, il ruolo di genitori e in particolare l’essere madre? Con la più grande umiltà, utilizzando gli strumenti più leggeri che il teatro mette a disposizione, offriamo uno sguardo, si spera divertito, a questi temi. Una madre, un cellulare, una chat…

Anais

Di Gianluca Meis

Con Greta Berlese

Regia di Beatrice Catinella

Tra le prime scrittrici a ribaltare l’assunto della donna oggetto, Anais Nin riuscì attraverso il suo stile a creare uno dei maggiori contributi alla letteratura erotica, con scritti dalle cui pagine emerge l’enorme passione per la scrittura che ha coltivato fin dalla più giovane età. La sua opera maggiormente conosciuta è probabilmente il Diario, una raccolta di scritti autobiografici in forma, appunto, di diario iniziata nel 1931 (e aggiornata fino alla morte), che è stata pubblicata a partire dal 1966. La donna diventa un soggetto erotico in grado di imporsi con le proprie fantasie senza doverle subire… Una scelta a cui l’uomo fatica ad adattarsi e che le fanno affermare, con anni di anticipo sulla contemporaneità una lapidaria sentenza:

“Quando ebbero esaurito la novità della pornografia, trovarono un nuovo regno: quello della gelosia, del terrore, del dubbio, della rabbia, dell’odio, dell’antagonismo, della lotta che gli esseri umani a volte intraprendono contro i legami che li vincolano all’altro”.

La figlia

Di Gianluca Meis

Con Elisabetta De Gasperi

Regia di Gianluca Meis

Sulle spalle di una donna sola il peso degli anni si confonde con rimpianti e rimorsi. Il bilancio di una esistenza segnata dalla guerra e dalla malattia mentale, il desiderio di maternità vissuto come un fantasma sociale senza il quale non sei nessuno, non hai adempiuto ai compiti che ti sono stati dati in sorte esponendoti così al giudizio degli altri… fino a confondere tutto, come cenere grigia sullo sfondo di un cielo altrettanto grigio.

Per fortuna è anche cieca

Liberamente ispirato a un monologo di Franca Valeri

Con Paola Zapolla

Regia di Gianluca Meis

Autentico monumento alla comicità femminile, Franca Valeri ha costruito nel tempo una nutrita schiera di figure nelle quali ha concentrato quasi antropologicamente vizi e virtù con piglio sociologico. Tra queste figure spiccano le madri: ingombranti o assenti perché assorbite da se stessi. Tradizionalmente chiuse nel circolo dei doveri, assolti con dovizia o traditi per eccesso di aspettative. Spesso cieche di fronte ai figli vissuti come specchio nel quale si pretende di ritrovare solo se stesse. Quanto si può ferire per amore? Quanto si è disposte a non vedere pur di sentirsi “l’unica donna” nella vita di un figlio?

Paura

Di Goffredo Parise

Con Beatrice Catinella e Anna-Rita Di Muro

Regia di Beatrice Catinella

Una signora anziana si porta sulle spalle il peso del suo passato camminando lentamente nella nebbia del Lido. E’ una donna che ha avuto una vita che si può definire banale ma lei di banale non ha nulla. In una manciata di secondi, al massimo un paio di minuti, arriva intrisa di paura la consapevolezza di una esistenza. E’ una riflessione sulla vecchiaia, sulla solitudine e sulla natura umana che trova in questo racconto di Goffredo Parise un epilogo si saggezza e serenità.

Si è scelto la foto di un paio di scarpe rosse indossate nello spettacolo, simbolo internazionale per dire basta al femminicidio e alla violenza contro le donne, come immagine dell’evento. Rosso come il sangue e la passione, rosso come dovrebbero essere solo i fiori. “Non una di meno” dicono gli slogan, per ricordarci che nessuna violenza è accettabile, giustificabile o da sottovalutare. L’amore non giustifica la violenza, così come la gelosia o quant’altro si possa far partire dai sentimenti: solo un piccolo uomo usa la violenza sulle donne per sentirsi grande!