049 601290 aas@aclipadova.it
Diario tra i 20

Diario tra i 20

Oltre la cronaca, che diventerà storia, quest’anno particolare, ha bisogno di un racconto diverso, a suo modo catartico, che ne metta in luce intensità e contraddizioni. Il filtro migliore che l’uomo ha a disposizione è l’arte, la trasfigurazione poetica, musicale, teatrale… Una traccia indelebile che parta dal personale per diventare universale.
Vogliamo realizzare un diario a più voci, a più stili, con linguaggi diversi che sappiano integrarsi e interagire. Un racconto, una poesia, un corto teatrale, una canzone, una coreografia, un fumetto, con l’unico intento di tracciare percorsi nella memoria del contemporaneo.

Vi chiediamo di realizzare:
un corto teatrale o una coreografia e riprendeteli in un video (durata massima 10 minuti)
una canzone
un racconto (massimo una cartella)
una poesia
una breve storia a fumetti
un componimento musicale (durata massimo 10 minuti)
e di inviarceli.
Li pubblicheremo sui canali Facebook e Instagram ufficiali di AAS, diffondendoli il più possibile, in modo da creare percorsi specifici che interagiscano e si completino: un vero diario insomma, il quale, pagina dopo pagina, ci aiuti a muoverci tra i venti di quest’anno tempestoso.

Una commissione selezionatrice poi realizzerà uno specifico programma che, se sarà possibile, verrà realizzato dal vivo in un evento appositamente pensato ed al quale inviteremo tutti a partecipare.
Il materiale va inviato alla mail sedenazionale@acliartespettacolo.it così come eventuali richieste di chiarimento o dubbi sull’iniziativa

Organizzato da
Acli Arte Spettacolo nazionale
Periodo del Contest
Dalle 13.00 del 13 dicembre 2020 alle 20.00 del 31 marzo 2021
Area geografica
Tutta Italia
Destinatari
Tutte le associazioni di base, le scuole di musica, teatro, ballo, fumetto, affiliate ad Acli Arte e Spettacolo di contribuire a questo diario, a questo racconto del 2020 utilizzando la propria peculiare voce

Diario tra i 20 1
Radio Ortiche

Radio Ortiche

La magia del Teatro sa sempre trovare altre strade per ricordarci quanto sia parte delle nostre vite anche in tempi come questi. E fermarsi ad ascoltare a volte rimane davvero l’unica cosa giusta.

Nasce così dalla compagnia del Teatro delle Ortiche: #RadioOrtiche, un progetto di pillole radiofoniche di pochi minuti in cui attori e attrici della Compagnia faranno rivivere con le loro sole voci frammenti di opere teatrali che hanno contribuito a cambiare (e a fare!) la storia del Teatro.

Ogni pillola sarà quindi una piccola tappa di un viaggio nella storia e sarà dedicata a un innovatore del mondo del Teatro, ad autori che hanno saputo lasciare nel tempo un segno indelebile con la loro penna, la loro arte e capacità di guardare avanti, per riscoprire insieme quanto le “parole giuste” possano ancora dare bellezza ed essere universali.

Il primo appuntamento è disponibile da venerdì 27 novembre sui canali social del Teatro delle Ortiche e poi ogni venerdì per un totale di dieci appuntamenti, dal Teatro greco fino alla satira moderna.

Da un’idea di Cristina Maffia
Prodotto dal Teatro delle Ortiche
Con il supporto per editing e grafica di Diego De Francesco e Sebastian Pablo Aroca

Clicca QUI per ascoltare la prima puntata

Notti in bianco con la Compagnia dell’Imprevisto

Notti in bianco con la Compagnia dell’Imprevisto

“Notti in bianco” avrebbe dovuto essere rappresentato il 31 ottobre, nell’ambito del festival Veneto di Mistero, al quale per la prima volta la ProLoco di San Giorgio in Bosco avrebbe preso parto, insieme alla Compagnia dell’Imprevisto. Era stato immaginato come uno spettacolo itinerante, attraverso luoghi significativi del paese. Un percorso che avrebbe intrecciato le storie misteriose e le leggende che si raccontavano nei filó del territorio a suggestioni letterarie, alla ricerca di ciò che accomuna ogni narrazione, in ogni epoca, ad ogni latitudine.
Poi non è stato più possibile rappresentarlo, si sa. E allora la Compagnia dell’Imprevisto ha accolto l’invito dell’Unpli Veneto a immaginarne una versione ridotta per il web, che è così stata immaginata come un’anteprima, che possa far venire voglia di vedere lo spettacolo dal vivo, appena si potrà. Presto. Intanto godetevi questo piccolo brivido di paura!

Digita qui per vedere il video

A porte chiuse

A porte chiuse

Il 6 novembre 2020 alle 21.00, presso il Teatro ai Colli di Padova in via Monte Lozzo, debutta la nuova produzione del Teatro delle Ortiche: A porte chiuse di J. P. Sartre. Regia e adattamento di Vittorio Attene. Con Cristian Corò, Cristina Maffia, Daniela Zangara. Musiche di Vittorio Attene. Costumi e scene di Caterina Riccomini

Scritta nel 1944 ma estremamente attuale e “rivelatrice”, l’opera di Jean Paul Sartre si svela in tutta la sua potenza comunicativa, trasportandoci in un’atmosfera intima, claustrofobica a tratti, eppure fortemente evocativa.
La stanza in cui si trovano i personaggi non ha né finestre né specchi. I protagonisti si aspettano di essere torturati, ma nessuno più entra nella stanza. Alexander, Ines ed Esthelle si ritrovano a dover condividere uno spazio angusto senza la
possibilità di poter entrare davvero in contatto, senza ricevere alcuna risposta “dall’alto” sul perché si trovino lì. Dovranno capirlo da soli. E forse ci riusciranno, anche se il prezzo da pagare sarà alto, molto alto.

A porte chiuse 2

Per info e prenotazioni:
333 7957079/ teatrodelleortiche@gmail.com specificandoci:

  • Nome e cognome dei prenotati (specificare se si è congiunti)
  • Numero telefonico di riferimento

Qui trovate l’evento Facebook

Intorno al Festival dei Matti – nuovo appuntamento

Intorno al Festival dei Matti – nuovo appuntamento

In questi anni ci siamo chiesti cosa occorra mettere in campo oggi per incidere realmente sul contesto che abitiamo, per dilatare gli effetti del Festival dei matti che giungerà a NOVEMBRE  alla sua undicesima edizione

Confrontandoci con la cittadinanza, ci siamo chiesti come colmare il divario tra quello che diciamo e ripensiamo insieme e che ha bisogno di trasformarsi in riflessioni approfondite e strutturate, e quello che mettiamo realmente in atto per compensare lo scarto tra le vite di chi attraversa un’esperienza di sofferenza mentale e chi ci gira intorno ben sapendo di non poterne essere immune eppure avendo gli strumenti e le risorse per non esserne mai completamente preda.

Il prossimo obiettivo sarà  quello di attivare  uno spazio di sapere partecipato, di ricerca, formazione e sperimentazione i cui protagonisti, anziché proteggere la propria “differenza” ( che poi si traduce in fatica e solitudine) mettano in comune quello che sanno e le esperienze di cui sono portatori, li scambino e li facciano reagire, costruendo relazioni tenute da un vero interesse di convivenza.

Il podcast che presentiamo va in questa direzione e abbiamo creato un prodotto indirizzato a cittadini, tecnici e non, artisti e non artisti, giovani e vecchi  dal titolo LEGATI.

Come riporta il giovane autore e ideatore Furio VisentinLegati è il dualismo che parla sia dell’orribile pratica della contenzione ma anche dei rapporti tra le persone, come migliorarci e riportare il discorso della salute mentale ad essere centrale nella nostra società e nelle nostre vite.”

Sempre Visentin racconta che “L’idea del podcast  nasce a seguito della morte di Elena Casetto, una diciannovenne morta nell’incendio del reparto psichiatrico a Bergamo nel 2019, ma impossibilitata a fuggire perché legata al suo letto, a seguito di un tentativo di suicidio e si sviluppa dopo un intervista telefonica  sentita alla radio, dove uno  psichiatra basagliano, Peppe dell’Acqua, si  domandava in maniera esasperata e quasi retorica perché si fosse preferito legare la persona, anziché parlarci e capire i motivi dei suoi gesti estremi, o perché ancora oggi le psichiatrie di tutto il mondo pensano che sia la malattia l’oggetto del loro lavoro e non la persona, con la sua soggettività.

Il lavoro di una durata complessiva di 100 minuti suddivisi in 5 puntate  attraverso a interviste a persone che hanno sofferto e attraversato la malattia mentale operatori e persone comuni ci accompagna ad un nuovo impegno per affrontare un nuovo viaggio in questa nostra “ condizione umana che è la follia” .  

I curatori de Il Festival dei matti

Intorno al Festival dei Matti - nuovo appuntamento 3
Una web serie sul volontariato

Una web serie sul volontariato

Nell’anno di Padova Capitale del Volontariato 2020 le Acli hanno voluto proporre una riflessione sullo stesso volontariato, anche attraverso un progetto artistico che inizialmente doveva condurre alla realizzazione di una messa in scena: uno spettacolo per rappresentare e tradurre in modo leggero un pensiero complesso; una restituzione al territorio da inserire nel novero delle manifestazioni che vedono la nostra città al centro dell’importante evento europeo. Tutto questo grazie ad una progettualità che la nostra Sede Provinciale ha voluto sostenere con i fondi del 5×1000 raccolti nell’annualità 2017. La pandemia ha messo a soqquadro tale intento, ma solo per poco. Il testo teatrale è stato rielaborato per essere apprezzato anche in video e in tutta sicurezza. Ecco come nasce la divertente serie web “L’audace missione dei soliti eroi” che attraverso il mito dei supereroi, rivisitato in chiave comica e surreale, analizza e cerca di raccontare cosa significa fare volontariato.
Il progetto si è articolato in due momenti” – raccontano Gianluca Meis e Anna – Rita Di Muro, presidente e vice presidente di Acli Arte e Spettacolo Padova – “Nella prima parte è stata proposta una attività che consisteva in due incontri tra esperti e operatori del settore per sintetizzare, a partire dalle proprie esperienze, una serie di concetti e parole chiave che identificano in maniera pregnante il volontariato, come esperienza di vita e comunitaria, raccogliendo uno spettro “il più ampio” di prospettive, visione, e scopo. A questi incontri ha partecipato colui che ha scritto e fatto la regia del testo teatrale. Marco Capurso, professionista del settore. Gli incontri sono stati condotti avvalendosi del metodo “The World Cafè”, un approccio meno tradizionale ma decisamente innovativo e coinvolgente con Andrea Pozza, un trainer esperto di cooperazione internazionale”.


Prosegue ancora Di Muro – “In base a quanto emerso, Capurso ha proposto una rivisitazione, secondo la sua sensibilità, dei temi affrontati scrivendo una pièce teatrale in versione commedia che strizza l’occhio alla farsa, sempre divertente e che per questa ragione trasmette un messaggio destinato a rimanere. In fondo le persone si ricordano quando si divertono. Purtroppo le ben note vicende pandemiche hanno stoppato l’allestimento. Non era più possibile attuare il progetto originario nel clima di incertezza che a tutt’oggi le rappresentazioni teatrali soffrono, ma si voleva comunque trovare una diversa via di comunicazione”.
La web serie è sembrata la più appropriata, da proporre nella settimana di Solidaria con puntata finale nella giornata della Festa provinciale del Volontariato, il 27 settembre in Prato della Valle, festa che sarà comunque ridimensionata rispetto alle edizioni precedenti e nella quale Acli Arte e Spettacolo non potrà realizzare spettacoli dal vivo come gli anni scorsi. Capurso ha scritto una sceneggiatura partendo dalla originaria pièce e trasformandola in un “mockumentary”, un documentario basato su fatti inesistenti, con protagonisti quattro supereroi: la squadra A-Force (A sta per ACLI). La serie parte dal momento in cui Capitan Medoaco, Gattamelata, Uomo Ruscello e Senza Nome (nei nomi chiari riferimenti a Padova) vengono privati dei poteri dal malvagio dottor Mente. Incontreranno la dott.ssa Melfi che li aiuterà a vivere questa nuova condizione.
Per la realizzazione della serie sono state coinvolte le associazioni teatrali di Acli Arte Spettacolo, per una continuità progettuale di sviluppo associativo, iniziato con i due spettacoli del progetto V.E.R.A 2017 e continuato con la struggente lettura scenica di Quel Mattino a Lampedusa che ha avuto due edizioni nel 2019.
Sono orgoglioso del lavoro che le ragazze e i ragazzi impegnati nel progetto hanno saputo realizzare. Del modo in cui hanno lavorato insieme trovando nuove strade per l’espressione dei contenuti con cui si sono confrontati senza farsi scoraggiare dalla pandemia e le limitazioni di cui ancora subiamo le conseguenze” – Chiosa il Presidente Meis.
Le associazioni che hanno messo a disposizione i propri attori sono Aigor con Enrico Vecchiatti, Camerini con Vista con Lisa Marton, Dimensione Arte con Greta Berlese e Alberto Farnedi, Jonathan’s Performing Arts con Matteo Mollo, Il Canovaccio con Erta Mishaxhi, La Compagnia dell’Imprevisto con Miledi Poppi, U-Mus Umanità in musica con Nicola Garbo e l’Associazione Co-Meta, che non fa parte di Acli Arte e Spettacolo ma ha permesso la partecipazione di un ragazzo del Burkina Faso, Arnaud Aristide Ilboudo. Studio C.22 ha messo a disposizione attrezzature e professionisti per le riprese: direttore della fotografia Francesco Giacomel, suono Geremia Vinattieri, aiuto regista Salvatore Frisina mentre le musiche originali sono di Paolo Primavera. Trucco di Fiammetta Ventura e grafica di Marco Fermati.
La prima puntata de L’audace missione dei soliti eroi sarà pubblicata alle ore 18.00 del 21 settembre sul canale YouTube delle Acli di Padova e sulle pagine social Instagram e Facebook che hanno gli stessi nomi della web serie.

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